LE FRASI CELEBRI PDF Print E-mail
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Sunday, 02 August 2009 00:00
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Le frasi celebri (sulla Pt-Abetone)- Raccolte da C.Rabuzzi

LE FRASI CELEBRI SULLA PISTOIA-ABETONE DAL 1976 A OGGI…..

q La più bella “media distanza” del mondo. (Claudio Rebecchi)

 

q Ci sono le corse e “LA CORSA”. Questa è diversa da tutte, più dura, più impegnativa, più affascinante. QUESTA E’ “LA CORSA”. (Stefano Frivoli)

 

q Un appuntamento fisso e irrinunciabile nel calendario di ogni marciatore “di lunga lena”. Che la Pistoia-Abetone continui a vivere con sempre rinnovato e sempre antico fascino, consentendo a noi di vivere questa nostra piccola/grande avventura. (Mario Fusco)

 

q E’ una gara tremenda. Ogni volta l’affronto per riscoprire l’uomo e guardare in faccia, dritta negli occhi, una brutta bestia. (Adolfo Sergio)

 

q Il percorso è impegnativo, molto più di quanto mi aspettassi, sia sotto il profilo organico, sia sotto quello muscolare e mentale: un vero banco di prova per podisti temprati. Per portare a termine al meglio questa competizione si deve tenere a mente che: è una corsa con se stessi quindi si deve correre con prudenza, dosando molto bene lo sforzo e non prendere a riferimento né ritmi né distacchi. (Orlando Pizzolato)

 

q Vincere il “Gigante”, l’impresa ha veramente del fantastico. Basta porsi in un punto della nostra città, da cui si possa spaziare liberamente lo sguardo, lassù verso l’Abetone, a quelle cime tanto spesso incappucciate di neve. Poi riflettere un momentino su questo piccolo essere che è l’uomo il quale, sommando passo su passo, trova tanta energia e tanto entusiasmo per portarsi fin su quelle vette. Non è dunque come vincere un gigante? Lottare contro i giganti è sempre stato il grande sogno dell’uomo ed in ogni essere umano ci deve essere nascosto un piccolo David…..ora il gigante da vincere è Lei: la montagna. Ma non tutti ci riescono, si dirà. Certo però ci provano ed anche coloro che rimarranno a mezza strada avranno loro stessi una grande vittoria. Solo per aver tentato…….(Giulio Fiorini)

 

q Ho corso qualche maratona, ma le emozioni che dà questa gara sono, secondo me, uniche. Durante il percorso ti vengono in mente tutti i sacrifici che hai fatto per arrivare in cima. Ti dà emozioni che la maratona non ti dà. (Andrea Arretini)

 

q Ci ho pensato su un anno. E’ valsa la pena stringere i denti: arrivare in cima all’Abetone è proprio una grande soddisfazione. E’ stata soprattutto una sfida con me stesso. (Leandro Di Bene)

 

q Il bellissimo percorso, la natura e la storia vissuta sono le 3 portanti che giustificano pienamente il sudore, la fatica ed i grandi sacrifici di coloro che puntualmente si ritrovano sempre più numerosi ai nastri di partenza. (Fausto Cuoghi)

 

q A chi mi chiede perché corro, rispondo perché mi fa sentire vivo e mi regala emozioni come quella di ieri. “Più lunga di una Maratona, più dura di una cento chilometri” così recita il depliant che illustra questa ultramaratona e, a conti fatti, mi trova totalmente d’accordo. (Giuseppe Benanzin)

 

q C’è un legame sottile ed inconscio tra sport, ambiente e sentimenti che gli avvenimenti sportivi suscitano nella gente. Le gesta di atleti all’interno di uno stadio non esaltano come il passaggio di campioni o anonimi fra due ali di folla lungo una strada cittadina. La Pistoia-Abetone è diversa da tutte le altre manifestazioni podistiche. Dall’austera Piazza del Duomo agli alberi millenari dell’Abetone, attraverso la stupenda Vallata del Reno avvolta da boschi di castagni, poi S. Marcello, la Valle della Lima, Cutigliano, tra immagini che cambiano metro dopo metro. C’è un fascino particolare in questa corsa: un’ammirazione naturale verso chi si arrampica lungo i tornanti delle Piastre e quelli della Statale del Brennero, sfidando gli altri e se stessi in un’impresa che ci riporta indietro nel tempo. Ma c’è pure la consapevolezza che pur non vestendo i panni del campione si possa essere in qualche modo protagonisti. E’ per questo che la Pistoia-Abetone non è “una delle tante corse podistiche”, ma “la corsa” per eccellenza. 50 chilometri praticamente tutti in salita, con pendenze che arrivano fino al 12%, credo siano il massimo che un amante del podismo possa chiedere. Vi è un legame particolare, e forse non più ripetuto nel corso dell’anno, tra la città e la montagna, quasi che queste centinaia e centinaia di concorrenti fossero un filo che tiene uniti i due territori. La città per un giorno restituisce qualcosa alla montagna. Per una volta tanto non c’è fretta di raggiungere qualcosa o qualcuno, c’è il tempo di guardare e ammirare: le ghiacciaie, le vecchie fabbriche, le botteghe artigiane, gli abeti, i castagni, i ruscelli. Pensando che tutto sommato si tratta di una cultura non ancora pienamente recuperata. Ecco allora che pur essendo importantissima ogni forma di attività agonistica, la Pistoia-Abetone è una manifestazione a sé, con un fascino che nessun’altra manifestazione sportiva riesce ad avere. (On. Vannino Chiti)

 

q Come le ciliegie, una tira l’altra. Quando l’hai corsa, non puoi più farne a meno. (Giordano Chiappelli)

 

q Una corsa per veri intenditori, in cui coraggio e ragionamento devono tenersi per mano. Ma per tutti il vero premio si chiama Abetone, terminare la gara è davvero la prima vittoria. Una corsa magnifica, tra le più difficili in assoluto. 50 km duri, durissimi. Belli, bellissimi. (Marco Marchei)

 

q La “montagna del falco”/manda il suo richiamo/è il giorno della gara/che tanto temo e amo./ (………..) I chilometri sono briciole/frammenti/non posso più mollare/stringo i denti/. Brilla fra la folla/la scritta rossa “ARRIVO”/brillano i miei occhi/ancora mentre scrivo;/ora che salgo/con i campioni il palco/lassù mi sembra/di vedere un falco/o forse è la mia anima/che si è alzata in volo/e libera volteggia/fra gli abeti e il cielo/. Vicina è la montagna che, gentile/regala i suoi tesori,/il sole, il vento/gli aromi ed i colori/e dai miei occhi attinge/una goccia d’emozione/che rimarrà per sempre/quassù all’Abetone. (Mauro Campigli).

 

q L’unica corsa cui realmente tengo nel calendario podistico. Ogni atleta, secondo le proprie capacità ed ambizioni, dovrà fare grandi sforzi per arrivare in cima, ma sono certo che la soddisfazione tratta da quest’impresa ti resta nella mente e nel cuore per un tempo infinito, mentre la fatica scomparirà anche se ci vorranno alcuni giorni. (Maurizio Lorenzini)

 

q Caro Abetone, vi sono cento e cento che anelano ancora al semplice, all’essenziale. Perciò chiamali, sfidali, che si scuotano il torpore dell’usuale di dosso, precettali di prendere le distanze almeno per un giorno dalla spirale del convenzionale e dell’utile. Rammentagli che esistono ancora, perenni e incommensurabili, valori gratuiti come due gambe, una gran montagna in tempo d’estate da conquistare e, soprattutto, uno stato d’animo di apertura al desueto, all’ascendente….E premiali!! Quanti risponderanno premiali tutti con quello che hai e tutti chiamali vincitori.! Perché vittoriosi, sappi, saranno quanti d’impeto porteranno la loro fatica a riposare fin sui tappeti di mirtilli dei bastioni della Selletta ed a possedere le visioni abituali delle aquile. (Cirano Andreini)

 

q Se l’hai corsa non te la scordi, ogni volta è un’esperienza dura e bellissima. La cosa che più mi piace è attraversare gli splendidi paesini del percorso e, pian piano, veder la pianura che si allontana sempre di più. (Fiorello Maestripieri)

 

q Per me è la corsa più prestigiosa della stagione. (Rino Dapretto)

 

q Che storia! Che fascino! La vedevo passare da ragazzino e mi sono sempre detto: un giorno la vincerò io. (Roberto Barbi)

 

q Pistoia-Abetone: di corsa sulla “Montagna del Falco”con la forza della tradizione. Il segreto è qui. Rinnovarsi senza snaturare l’antico fascino. Qualcosa che va ben oltre la manifestazione sportiva. L’appeal dell’ultramaratona che si corre sull’Appennino Pistoiese è unico. E non solo dal punto di vista paesaggistico. Sono in tanti a subirlo. Obiettivo: vincere la sfida con la storica salita. Nei commenti felici ed entusiasti degli atleti sta l’essenza di questa gara: un confronto estremo con se stessi. I protagonisti di questa giornata di festa sono i soliti, adorabili incoscienti della Pistoia-Abetone. Con i piedi gonfi, ore e ore di fatica nelle gambe, ma con la gioia di aver vinto la sfida delle sfide. (Paolo Traversi)

 

q Ho ricordi stupendi di questa corsa, una delle più atipiche e difficili che esistono. La prova è una di quelle per uomini veri. Attenzione: se la maratona è dura, la Pistoia-Abetone lo è molto, ma molto di più. (Sergio Pozzi)

 

q Corro tre gare all’anno. Due mezze maratone e la “Regina” delle classiche. Perché hai un altro nome per chiamare la Pistoia-Abetone? (Giacomo Rossi)

 

q Incontro fra podisti: “Io ho corso qui”, “Io ho corso là”, “Io ho fatto la gara tale, la Maratona talaltra” e via dicendo. Ognuno raccontava le sue esperienze. Solo uno se ne stava in silenzio. Pareva disinteressato, distaccato, pensoso. Assente. Alla fine l’hanno coinvolto. “Dai, raccontaci qualcosa…..” Ha attaccato: “Quando ho fatto la Pistoia-Abetone….”. Non ha finito la frase ed il silenzio era già sceso. Gli altri si guardavano in faccia. E lo guardavano con quel misto di invidia e di ammirazione con cui si guardano i “grandi”. (Alessandro Taddei)

 

q Che marcia affascinante! Combattiva! Piena del caloroso entusiasmo toscano! (Francesco Bin)

 

q Molte cose sono cambiate dal 1976 ad oggi, la Pistoia-Abetone è invece immutata e forse immutabile. Un bel traguardo per una manifestazione che non rappresenta né il culto dell’immagine, né il business. Ogni anno che passa accresce il fascino di questa sfida contro le possibilità umane e con essa i motivi che consentono alla manifestazione non solo di sopravvivere, ma di aumentare il proprio prestigio. E poi, quante sfide epiche su questa strada…Coppi, Nuvolari…una strada dai forti connotati “mitici”. Uno stimolo di più per tutti i podisti che ogni anno partecipano all’immane fatica. (Stefano Baccelli).

 

q E’ uno dei pochi percorsi che si finisce con la voglia di ricominciarlo, perché ha il fascino dell’avventura e della vittoria finale, non quella di arrivare primi, ma quella di arrivare in cima, che è la più vera ed è proprio quella a spingerci a lottare contro la fatica, il sudore, il caldo afoso dell’estate e la ripida salita che sembra non finire mai. E’ questa la vittoria per tutti coloro che arrivano sotto l’ambìto striscione dell’Abetone. (Renata Ortolani)

 

q Non c’è niente da fare. La Pistoia-Abetone la “sentono” proprio in molti! (Fabio Fiaschi)

 

q Se fosse una gara ciclistica sarebbe un tappone dolomitico, se fosse una gara in moto sarebbe il Tourist Trophy, se fosse una montagna da scalare sarebbe, forse, il Cerro Torre. Invece è la Pistoia-Abetone, con i suoi lunghi anni intessuti di gioie e drammi, fatiche e sofferenze, tesi di laurea per ogni podista che si rispetti. Per alcuni ha significato una carriera, per tutti una vittoria strepitosa sui propri limiti. (Cristiano Rabuzzi)

 

q La gara è un sogno, bellissima e affascinante. La reputavo mitica ed è davvero massacrante, una corsa che ti vuol guardare negli occhi, che ti svuota dentro, che riesce a farti pentire di essere arrivato fin lì e non ti vorrebbe far andare avanti. Ma alla fine lo spirito di sacrificio, la voglia di soffrire fino all’ultimo, riescono a sconfiggere anche la salita più dura. (Luca Baroncini)

 

q Ben venga la Pistoia-Abetone, festa degli umili, fonte di fatica e di sudore, specchio delle reali capacità dell’uomo, solo di fronte e alla forza ed alla bellezza della natura. Manifestazione squisitamente popolare che intende unire tutti nell’agonismo più sano e rinverdire valori purtroppo dimenticati. (Ugo Poli)

 

q Pistoia-Abetone: una passerella di 50 chilometri tra il verde dei boschi e il fresco dei torrenti. Una passeggiata romantica sul filo dei ricordi. Su questa montagna è passata la storia (Francesco Ferrucci a Gavinana, Catilina a Cutigliano e qualcuno parla anche di Annibale). Si va all’Abetone, località legata alla storia dello sci, percorrendo la strada del Granduca. C’è stata un’epoca nella quale su tutti i campi di neve del mondo si pronunciava questo nome grazie a Zeno Colò, Petrucci, Chierroni e Celina Seghi. La montagna pistoiese: dove si incontrano il mondo di ieri e quello di domani. E da dove, dopo uno sguardo alle Piramidi, riprendiamo la strada del ritorno alla ricerca del tempo perduto. (Valeriano Cecconi)

 

q La Pistoia-Abetone è la corsa più bella e al tempo stessa più dura che abbia mai fatto. E’ una gara magnifica, un esame severo per chiunque. Sul piano della fatica pura non ha niente da invidiare ad una 100 chilometri. Una gara durissima dal primo all’ultimo chilometro, con pendenze da capogiro. (Normanno di Gennaro)

 

q E’ difficile sfuggire al richiamo della montagna pistoiese che ogni ultima domenica di Giugno “ti cerca” e ti sfida con le sue salite ed i suoi tornanti. La voglia di riprovare le emozioni che solo l’arrivo lassù, dove osano le aquile, dopo 50 km “di tutto, di più” è forte. Immagino gli sforzi, la strada che sale, i tornanti, l’ombra e il sole che picchia, la sete che ti assale, gli ultimi chilometri, la strada che spiana, l’arco e il tappeto che mettono il sigillo all’impresa. Veramente un’impresa eroica! (Stefano Cappellini)

 

q “Percorso pazzesco”………queste sono state le uniche due parole che riuscivo a pronunciare dopo aver tagliato il traguardo in cima all’Abetone. Un percorso immaginato durante le letture delle cronache di chi l’aveva già corsa, ma posso dire che nessuna cronaca, per quanto dettagliata, rende merito e descrive nei dettagli la durezza delle salite e la difficoltà delle discese. L’arrivo, poi, è un’emozione infinita. (Carlo Fenu)

 

q Il significato di questa gara ed è improprio chiamarla così (meglio una fantastica “camminata” fra il verde delle nostre montagne, così amiche ed a portata di mano) va aldilà del risultato o di chi cammina più forte. Non importa se molti si fermeranno sul ciglio della strada traditi dall’entusiasmo e dalle forze; non importa se altri impiegheranno tanto tempo per giungere alle Piramidi montane, per molti lontanissime come quelle del deserto. Per tutti, indistintamente, sarà una ricca ed intensa esperienza che lascerà qualcosa da ritrovare, poi, nei giorni di lavoro o per parlarne, alla sera, con gli amici. E quell’itinerario, nei discorsi densi di emozione e di entusiasmo, diventerà un felice riferimento, una specie d’avventura con nomi che assumeranno chissà quali risonanze: Cireglio, accucciato attorno alla ripida strada; le Piastre, la cima svettante prima del tuffo verso Campo Tizzoro sparpagliato attorno alla sua grande fabbrica e poi Maresca ridente ed ambiziosa, Gavinana ricca di storia e poi ancora S. Marcello, la piccola città di montagna. Infine la grande impennata verso Cutigliano, prezioso come una miniatura e così caro a Gianna Manzini; verso Pianosinatico, così raccolto e assolato, già nella suggestione dei canti della poetessa Beatrice, per arrivare, infine, lassù all’Abetone, tanto in alto che la mente lo trasfigurerà in una meta irraggiungibile. (Nilo Negri)

 

q Chissà se tutti sanno che alla mitica, temibile, terribile Pistoia-Abetone esistono non tre ma ben quattro traguardi. Ebbene sì! Esiste il 4° traguardo, un traguardo speciale fatto nell’amore più assoluto, ambìto come e più del vincitore della montagna. Rivolto ai diversamente abili, ragazzi cui la vita ha forse privato di un qualcosa, ma ha dato loro forza, capacità e qualità di cui noi non siamo capaci. Uno spettacolo nello spettacolo vedere la loro tenacia, gioia, voglia di vivere, il poter esultare una volta giunti all’arrivo dell’Abetone. Il loro sorriso incontenibile, la felicità che riempie il cuore e fa traboccare l’anima anche del più incallito e freddo degli esseri umani. Questi ragazzi tagliano per primi non un traguardo qualsiasi, ma quello di Piazza delle Piramidi: 3 chilometri di gioia e felicità vera, accompagnati da insegnanti, istruttori, familiari ed amici del GRUPPO “REGALAMI UN SORRISO”. Un quarto traguardo che vale un’Olimpiade e quegli ultimi cento metri sul tappeto sono come giro d’onore nello stadio gremito di folla. Solo pochi chilometri separano la partenza da Le Regine dalla Piazza dell’Abetone, ma sono per tutti “momenti di gloria”, gloria vera indimenticabile, di quella che ti fa vibrare e bruciare la pelle e ti fa sentire orgoglioso di esserci stato. (Piero Giacomelli)

 

q Amici podisti, quale migliore occasione può essere offerta per vivere una giornata da protagonista? Eh si, i 50 chilometri che separano Pistoia dall’Abetone rappresentano un test che non teme confronti e solo un protagonista può sopportarlo. C’è la pianura…….c’è la salita…..c’è la discesa e, dulcis in fundo, c’è l’Abetone che, con i suoi infiniti tornanti, ti porta su…su…su…lentamente su….fino alla vetta, per gustare la vittoria non tanto sugli altri quanto su se stesso. Ed è appunto questo che una competizione del genere riesce a darti: sì, un senso assoluto di fatica, ma nello stesso tempo una gioia infinita, una vera dimensione di atleta, solo contro tutti e tutto. Ma, là sul traguardo ci sono tutti ad aspettare solo e solamente te, eroe della giornata. Per un sogno divenuto realtà, vissuta e sofferta con indomito coraggio. (Vito Melito).

 

q Pistoia-Abetone, la regina delle 50 chilometri. La storia delle gran fondo italiane passa di qui, dalla più dura e suggestiva delle ultramaratone. (Calendario del Podista)

 

q La Pistoia-Abetone è sempre una sorpresa. Una gara da fare con la testa: nella lunghezza del percorso, nelle difficoltà, le crisi arrivano. Quindi prima di tutto è una grande sfida a se stessi. Ma è indescrivibile la soddisfazione che uno prova ad arrivare in cima: io l’ho provata ben sei volte e credo che ogni volta sia una cosa nuova (Silvano Calistri)

 

q Terribile! Meglio fare un Passatore che la Pistoia-Abetone!!! (William Govi)

 

q Provate per credere. L’arrivo in piazza all’Abetone ti fa toccare il cielo con un dito, paragonabile solo alla conclusione del “Passatore” a Faenza (Valeriano Bonistalli)

 

q Una maratona può essere alla portata di tutti, ma la Pistoia-Abetone “no”. E’ questa, e solo questa, la corsa che ti rilascia per sempre la “laurea” di vero podista (Gianfranco Toschi).

 

q I tornanti, che da Ponte Sestaione si snodano su su fino a Pianosinatico ed oltre, ricordano un po’ le “spire” di un boa. Ammesso di avere ancora della “benzina”, li percorriamo in ogni caso a stento. Altrimenti, per l’incedere dei passi ormai trasecolanti all’unisono col respiro che man mano s’accorcia, ci stringono in una morsa micidiale fino alle nostre estreme possibilità; ed allora, per non oltrepassare quella soglia e non sprofondare nell’abisso, siamo costretti inesorabilmente a fermarci (Andrea Pescia).

 

q Hanno detto: vedi Roma e poi muori. Io vi dico: guarda l’Abetone, soffri ed arriva alla vetta. E quando ci sei, lì sulla vetta della tua fatica, sorridi e sii fiero. L’impresa è tua! (Stefano-Roma).

 

q La corsa più bella è la Pistoia-Abetone. Mi ha dato la seconda vita. E’ la vera corsa, fatta di fatica, testa, gambe, entusiasmo e chi più ne ha, più ne metta! (Marcello “Bobo” Bonistalli).

Last Updated on Saturday, 12 September 2009 08:28
 

I migliori di sempre

1 Barbi Roberto 2007 3h 13’ 29’’
2 Pozzi Sergio 1980 3h 23’ 00’’
3 Battelli Paolo 2009 3h 27’ 50’’
4 Laraichi Aziz (Mar) 2001 3h 28’ 47’’
5 Calcaterra Giorgio 2004 3h 30’ 20’’
6 Kononov Alexei (Rus) 1995 3h 30’ 24’’
7 Ardemagni Mario 2004 3h 31’ 07’’
8 Nalesnyik Zoltan(Ung)1992 3h 32’ 47’’

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