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Lo sappiamo è comune a tutti i runners, soprattutto una volta passati i trenta, la voglia di correre una maratona. E con un po’ di pazzia, coraggio molta pazienza e tenacia molti si gettano in questa avventura, ognuno con le proprie aspettative, e affrontano mesi e mesi di allenamenti. Capita poi che qualcuno abbia un pizzico di pazzia in più e decida di affrontare una UltraMaratona. Questo è infatti il pensiero che mi è balenato in testa lo scorso anno: “voglio correre la Pistoia – Abetone e arrivare in cima”. Detto, fatto… Il 28 giugno scorso mi sono presentato 0in Piazza del Duomo a Pistoia al via di questa bellissima quanto impegnativa corsa!! 50 km e buona parte di questi in salita e che salita!! Alla partenza mi assalgono i dubbi peggiori!! Ma sei sicuro?? Un conto è pensare di finirla un conto è finirla veramente!! Va bhè ormai siamo in ballo.. quindi.. pronti via..!! Ben presto guardandomi intorno vedo molti pettorali rossi (quelli degli aspiranti all’Abetone), affrontiamo con molta prudenza il mostro!! Ponte Calcaiola!! Ci siamo inizia la salita.. e che salita.. le prime rampe non lasciano dubbi.. oggi l’è dura!! 14° km le Piastre la strada prosegue in discesa. Prima tappa percorsa, salita dura ma le gambe hanno retto bene. Ora mi tuffo, sempre con prudenza, nel fresco falsopiano in leggera discesa della Valle del Reno. I km passano veloci, attraversando paesini caratteristici della montagna pistoiese, tra cui Maresca e Gavinana, illuminate da un piacevole sole estivo che non disturba, anzi.. Inizia la ripida discesa verso la Lima. Ad un certo punto mi passa accanto, sverniciandomi, una ragazza del GS Atl. Signa, “ciaaooooooooo” non faccio a tempo a rendermi conto chi sia ed a rispondere al saluto che è gia due tornanti più in basso!! Il primo pensiero è stato: “questa si sfracella alla prima curva”. Ma fa bene, si ferma al traguardo di San Marcello ed è giusto che dia tutto. Invece noi che andiamo all’Abetone quasi freniamo in discesa, attenti a non caricare troppo sui ginocchi, che poi in salita ci presentano il conto! La discesa continua ripida dopo San Marcello, dove veniamo accolti con incitamenti da stadio dai runners che si sono fermati al traguardo intermedio. Lungo la discesa ho chiesto a chiunque incontrassi della vasellina per lenire gli sfregamenti al linguine e poi ovunque.. Molti, desiderosi di offrire il loro aiuto, mi hanno guardato con profondo dispiacere del tipo “mannaggia alla vasellina non ho proprio pensato, ma la prossima volta..!!” alla fine della corsa sono riuscito a trovarne ed a usarne 3 tubetti!! Merito della Vale e della Betta!! Fine della discesa, giungo alla Lima 34° km, ristoro, incitamenti dei miei mitici supporter, giro a destra e .. eccola .. di nuovo .. la salita .. sono consapevole del fatto cno nin mi lascerà più fino all’arrivo.. 16 km più avanti.. urlo liberatorio e su.. Adesso il sole è diventato cattivo, il caldo opprimente, meno male che i passanti ci riforniscono di acqua per rinfrescarci.. e la strada sale.. Arrivo ai Casotti, al rifornimento, siamo circa al 37° km, cerco uno sguardo, una parola del tipo “dai dai che il più è fatto.. ci siamo quasi”, invece niente. Passato il Ponte Sestaione capisco il perché.. il peggio deve ancora venire.. la strada che già saliva, s’impenna!! Tornante dopo tornante come un serpente che non ti molla, a Piano Senatico la strada è un muro, e saliamo ancora.. arrivo alla maratona, 4 ore 40 minuti e spiccioli, niente male dai pensando che si corre quasi in verticale!! Ma poi qualcosa cambia… non la strada che continua imperterrita a salire inesorabile.. qualcosa dentro di me.. mi rendo conto che sto correndo da quasi cinque ore, che ho fatto oltre 44 km, che al posto delle gambe ho due piombi da mezza tonnellata ciascuno, che ho un respiro da far impallidire un asmatico in piena crisi respiratoria, che ho la mente offuscata dalla fatica.. eppure.. eppure corro! Nonostante tutto corro.. com’è possibile??!! mi viene in mente in quel momento di lucidità un cartello posto lungo le prime rampe della salita delle Piastre, una vita fa, “gambe, forza e cuore”, proprio in quel momento afferro quello che mi dice la mia amica Elisabetta da chissà quanto, ma quasi non la vedevo, al 40° km ha deciso di corrermi al fianco ed incitarmi! Mitica!! “se non hai gambe, corri con la testa, se non hai testa corri con il cuore”. Il “cuore”, non nel senso fisico dell’organo, del nostro muscolo, ma in senso astratto, il cuore non si dimentica dei tuoi sforzi fatti per arrivare fin lì, dei lunghi allenamenti in solitaria sotto il sole, sotto la pioggia, lui non ti abbandona!! Sto correndo con il cuore!! Mamma mia ragazzi, quante sorprese ti riserva il corpo umano.. non finisce di sorprenderti... E’ incredibile.. e intanto continuo a salire.. Passo Le Regine, qui gli incitamenti si fanno più forti “dai che la strana spiana dai.. dai..” Spiana??!!! Ma ì chè tu dici??!! Vado avanti come un automa! (in effetti la strada si addolcisce, ma ragazzi dopo 48 km non hai certo la lucidità di guardare a queste sottigliezze, per me la strada saliva ancora.. punto e basta.. e di brutto!!). Cartello dell’Abetone, ci siamo.. incitamenti più forti.. “dai.. daiiii.. avanti.. sotto le sei ore.. sotto le sei ore..” vedo più avanti il primo display cronometrico posto a circa un centinaio di metri dall’arrivo “5 ore 58 minuti e 57, 58, 59 secondi..” azz.. non so come ma ho fatto gli ultimi 150 mt in volata, e sotto un tifo da stadio ho passato il traguardo con le braccia al cielo “5 ore 59 minuti e 54 secondi”. E’ fatta. La montagna è sconfitta! Filippo Cenci
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